Luminosità Materiche

luminosita-materica L’attuale produzione pittorica di Tina Lattarulo emerge da una serie di connotazioni tecniche ed ideologiche che prendono spunto dalle molteplici esperienze artistiche svolte nell’ambito dei generi figurativi ed astratti. Costante è stata, negli ultimi tempi, la riflessione sulle soluzioni iconiche altresì svelate attraverso l’ausilio di nuovi apporti cromatici e l’inserimento di materie inusuali anche per quanto concerne l’intervento di matrici scultoree. In merito, tale sua recente produzione può, difatti, ritenersi come la conclusione di un significativo percorso caratterizzato dall’entusiasmante incontro fra la sua pittura e la sua scultura. Una esultante congiunzione in cui materia cromatica e sostanza “materica” sono divenuti un “tutt’uno” avvolto da calde monocromie o da tenui bicromie. Una soluzione coloristica, quest’ultima, che trasmette nuove sensazioni che ascendono dalla raggiunta pace interiore e, soprattutto, dalla conseguita nuova maturità artistica, i cui livelli sono ora da ritenersi più che favorevoli. Tina ha, ormai, abbandonato la frenetica policromia di ascendenza “pollockiana”; è, attualmente, attratta dalle suggestioni monocromatiche, la cui stesura mette in evidenza la corporeità dei soggetti che vengono “impressi” sopra le tele. Sono essi delle immagini ancestrali, concepite, spesso, come una sorta di entità celestiali o come brani di materie astrali: figure provenienti da inesplorati universi dello spazio. Rigorosamente analitica è la nuova pittura di Tina Lattarulo, così come minimal è invece la costruzione delle masse introdotte, quali il rame o maggiormente la juta.

Molte delle sue attuali composizioni sono, poi, contraddistinte dalla presenza di particelle di argento che girano, in qualche caso in maniera vorticosa, attorno a voluminosi pezzi di stoffa grezza. I singoli elementi apportati detengono, nelle loro forme, una eleganza estrema apportatrice di nuovi valori poetici.La materia pulsa di vita propria ed è contornata da una luminosità resa senza precedenti; Tina la plasma fino a farla divenire un freak di una bellezza “adonica” che solo gli antichi poeti greci erano in grado di trovare nell’imperfezione della natura. In tal senso, originale è stata la sua invenzione iconografica emersa, fra l’altro, dal proprio sub-inconscio e dalla costruzione delle singolari “icone” raffigurate che, spesso, sembrano voler parlare, in qualche caso sussurrare od addirittura urlare per denunciare tutto ciò che c’è di bello, ma anche di mostruoso, nella società contemporanea. Tina, ancora una volta, si è meravigliata intorno all’arte, ma non in maniera transitoria, anzi è riuscita ad esprimere, con grande vigore, tutta la sua rinnovata sensibilità ed a far riapparire, come in passato, tutte le implicazioni psicologiche afferenti alla sua condizione di donna impegnata nel variegato universo dell’arte. Tina ha dimostrato, ancor di più, che ama l’arte in generale, ma che è soprattutto capace di infondere tramite essa amore e senso estetico, svelando moderne immagini sublimi connotate da una sensibilità sopraffine e ricercata. La recente creazione è, oltremodo, il frutto di una attenta riflessione sui lavori pregressi, ma, contestualmente, apre le porte ad una futura produzione, sia pittorica sia scultorea, che, di certo, si distinguerà per la sua incantevole vena poetica fatta di lirismi e figure iconiche senza tempo.

 

Luigi Fusco